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Pubblicato il 09/01/2018 · Categoria Circolari e News, News, Studio · Autore Studio Seminara

Che cos’è il Conto Termico?

Il Conto Termico 2.0 sostiene la produzione di energia termica da fonti rinnovabili e si avvale di un sistema di incentivi stabili rivolti a privati e imprese, ma anche al settore della Pubblica Ammi­nistrazione, al quale sono riservati 200 dei 900 milioni di euro.

Gli incentivi intendono incrementare l’efficienza energetica degli edifici, attraverso una riqualifi­cazione che permetta di ridurre gli sprechi ed i consumi, recuperando in tempi brevi parte della spesa sostenuta per gli interventi.

Quali sono le novità rispetto alla precedente edizione del 2012?

Il meccanismo del Conto Termico 2.0 è stato rivisto per consentire non solo di migliorare le modalità di accesso, ma anche per coinvolgere sempre più soggetti. Inoltre, sono stati introdotti nuovi interventi, che comprendono la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con soluzioni ad alta efficienza energetica come le caldaie a condensazione oppure quelli che prevedono l’utilizzo di pompe di calore ad assorbimento o sistemi ibridi.

Il GSE – Gestore dei Servizi Energetici ha scelto di aumentare anche la dimensione degli impianti che permet­tono di accedere agli incentivi che passano da 1 MW a 2 MW per la sostituzione degli impianti esistenti con soluzioni a fonti rinnovabili come le pompe di calore per climatizzazione o le caldaie a biomassa e da 1.000 mq a 2.500 mq per gli impianti solari termici.

Quali soggetti possono beneficiare del Conto Termico 2.0?

Alla richiesta di incentivi possono accedere due categorie di soggetti:

• Pubblica Amministrazione: (comprende scuole, aziende ad amministrazioni dello Stato, ma anche le cooperative sociali o di abitanti e gli ex Istituti Autonomi Case Popolari)

• Soggetti privati: A quest’ultima categoria appartengono consumatori, imprese e professionisti (oltre ad onlus, parrocchie ed altri enti di culto a condizione che svol­gano un’attività di tipo commerciale che sia destinata in maniera esclusiva al finanziamento delle proprie attività sociali).

Perché utilizzare il Conto Termico 2.0?

Tra i pregi della nuova versione del Conto Termico entrata in vigore il 31 maggio 2016 rientra sicuramente quello di accedere a incentivi vantaggiosi con un’importante riduzione dei tempi per la loro erogazione. Quest’ultima caratteristica è particolarmente significativa soprattutto se viene comparata al cosiddetto eco­bonus, la detrazione al 65% prevista anche per le spese destinate agli interventi per il miglioramento dell’ef­ficienza energetica e che viene rimborsata in dieci anni sotto forma di detrazione fiscale.

A differenza della detrazione del 65%, il Conto Termico è un incentivo stabile quindi non ha una scadenza, inoltre non è assoggettato ad imponibile IRPEF perciò possono beneficarne anche i soggetti che non hanno un reddito sufficientemente alto da coprire la quota detraibile con l’incentivo del 65%.

Il Conto Termico 2.0 prevede, infatti, non solo incentivi più alti rispetto alla sua precedente versione, ma anche una loro erogazione tramite bonifico bancario che può essere:

• In rate annuali costanti comprese tra 2 e 5 anni a seconda della tipologia di intervento sostenuto;

• In un’unica soluzione nel caso in cui l’ammontare dell’incentivo non superi i 5.000€ totali

Chi gestisce l’erogazione degli incentivi?

Il responsabile del meccanismo che gestisce ed eroga gli incentivi stanziati è il Gestore dei Servizi Energe­tici al quale vengono presentate le domande per accedere ai fondi. Nella sezione Conto Termicodel sito è possibile trovare non solo precise indicazioni sulle regole applicative del D.M. 16/02/2016, ma anche una sezione dedicata alla modulistica.

Quale quota di spesa è incentivabile con il Conto Termico 2.0?

Il Conto Termico 2.0 prevede incentivi molto vantaggiosi che possono arrivare a:

• fino al 40% per l’isolamento di muri e coperture, la sostituzione di finestre, l’installazione di schermature solari, l’illuminazione di interni, le tecnologie di building automation e le caldaie a condensazione;

• fino al 50% per gli interventi di isolamento termico nelle zone climatiche E/F

• fino al 55% per l’isolamento termico e la sostituzione delle finestre, se l’intervento è abbinato ad un altro impianto (caldaia a condensazione, pompe di calore, solare termico, ecc.)

• fino al 65% per gli “Edifici a energia quasi zero” (nZEB)

• fino al 65% per pompe di calore, caldaie e apparecchi a biomassa, sistemi ibridi a pompe di calore e impianti solari termici

• il 100% delle spese sostenute per la Diagnosi Energetica e per l’Attestato di Prestazione Energetica (APE) per le PA e le ESCO che operano per loro conto (la percentuale scende al 50% per i soggetti privati, le cooperative di abitanti e le cooperative sociali).

• Negli edifici sottoposti a ristrutturazione rilevante – ovvero edifici con superficie utile superiore a 1.000 mq soggetti a ristrutturazione integrale dell’involucro o edifici esistenti soggetti a demolizione e ricostruzione anche in manutenzione straordinaria – gli interventi realizzati per la sostituzione degli impianti di climatizzazione esistenti con soluzioni dotate di pompa di calore accedono agli incentivi previsti dal Conto Termico 2.0 limitatamente alla quota che eccede quella necessaria al rispetto degli obblighi previsti dall’articolo 11 del Decreto legislativo n. 28/2011. In fattura, il Soggetto Responsabile, dovrà conservare l’apposita relazione redatta da un tecnico abilitato che attesti la quota d’obbligo e, di conseguenza, la quota rinnovabile eccedente l’obbligo, che ha diritto agli incentivi previsti dal Decreto. Nelle fatture dovranno essere riportate, inoltre, anche le voci di costo relative alla quota parte degli interventi eccedenti l’obbligo ammissibili agli incentivi. Per ulteriori informazioni sul Decreto e conoscere le quote d’obbligo per gli impianti di produzione di energia termica da fonte rinnovabile per accedere all’incentivo è possibileconsultare l’allegato 3 del D.Lgs. 28/11.