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Pubblicato il 19/02/2018 · Categoria Circolari e News, News · Autore giuseppe seminara

L’articolo 1 della Legge 205/2017 (c.d. legge di stabilità 2018) regolamenta dal comma 46 al comma 56 il credito d’imposta per le spese di formazione del personale dipendente nel settore delle tecnologie previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0.

L’intento è quello di sostenere le imprese che si innovano e stimolare gli investimenti in digitalizzazione 4.0.

 

Beneficiari

Il bonus formazione 4.0 è riconosciuto a tutte le imprese, indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico in cui operano e dal regime contabile adottato, che effettuano spese in attività di formazione nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017.

Non potranno beneficare dell’agevolazione invece i soggetti titolari di reddito di lavoro autonomo.

 

Misura dell’agevolazione

L’incentivo ha durata temporanea ed è pari al 40% delle spese relative al solo costo aziendale del personale dipendente per il periodo in cui è occupato nelle attività di formazione previste al comma 48. L’agevolazione si applica in relazione al costo aziendale del personale effettivamente impiegato nelle attività di formazione, non al costo della formazione. Il beneficio è quindi indipendentemente dalla spesa che l’azienda sostiene verso il fornitore dei servizi di formazione.

Il credito in questione è riconosciuto fino ad un importo massimo annuale di euro 300.000 per ciascun beneficiario.

 

Attività formative agevolabili e non

Sono ammissibili al credito d’imposta solo le attività di formazione svolte per acquisire o consolidare le conoscenze delle tecnologie previste dal Piano nazionale Industria 4.0 quali:

  • Big data e analisi dei dati
  • Cloud e fog computing
  • Cyber security
  • Sistemi cyber-fisici
  • Prototipazione rapida
  • Sistemi di visualizzazione e realtà aumentata
  • Robotica avanzata e collaborativa
  • Interfaccia uomo macchina
  • Manifattura additiva
  • Internet delle cose e delle macchine
  • Integrazione digitale dei processi aziendali.

Inoltre è necessario che le attività di formazione siano pattuite attraverso contratti collettivi aziendali o territoriali.

Viceversa, per espressa previsione della norma, il credito d’imposta non può essere fruito per la formazione ordinaria periodica organizzata dall’impresa per adeguarsi alla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro, di protezione dell’ambiente e a ogni altra normativa obbligatoria in materia di formazione.

 

Certificazione dei costi

Ai fini dell’ammissibilità al credito d’imposta, i costi devono essere certificati dal soggetto incaricato della revisione legale o da un professionista iscritto nel Registro dei revisori legali. La certificazione deve essere allegata al bilancio. Le imprese non soggette a revisione legale dei conti devono comunque avvalersi delle prestazioni di un revisore legale dei conti o di una società di revisione legale dei conti. Le spese sostenute per l’attività di certificazione contabile da parte di quest’ultime imprese sono ammissibili entro il limite massimo di euro 5.000.

 

Aspetti fiscali e modalità di utilizzo del credito d’ imposta

Il credito dovrà essere indicato nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in cui sono state sostenute le spese agevolabili e in quelle relative ai periodi d’imposta successivi fino a quando se ne conclude l’utilizzo e non concorre alla formazione del reddito e della base imponibile Irap.

Sarà utilizzabile esclusivamente in compensazione, mediante il modello F24, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in cui i costi sono sostenuti.

Le disposizioni applicative dovranno essere stabilite con un apposito decreto ministeriale, che dovrà essere adottato entro 90 giorni dall’entrata in vigore della legge di Bilancio 2018, avvenuta il 1° gennaio 2018.