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Pubblicato il 14/02/2017 · Categoria Circolari e News · Autore Studio Seminara

Finalmente si può ritrattare la dichiarazione a favore del contribuente anche dopo il termine della dichiarazione successiva.

Il Dl 22 ottobre 2016, n. 193, convertito in Legge, riscrive la disciplina delle dichiarazioni integrative, modificando l’articolo 2, commi 8 e 8-bis, del Dpr 322/1998. Il nuovo comma 8 fissa il principio che la dichiarazione (redditi, Irap e sostituti) risulta ritrattabile sia a favore che a sfavore del contribuente entro i termini di decadenza dell’azione di accertamento. Resta «salva l’applicazione delle sanzioni e fermo restando l’applicazione dell’articolo 13» del Dlgs 472/1997, cioè le disposizioni in tema di ravvedimento operoso.

Infatti, fino ad oggi, mentre la dichiarazione integrativa a favore poteva essere presentata non oltre un anno (più precisamente “non oltre il termine prescritto per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo”), quella a debito poteva essere presentata fino a quando erano ancora aperti i termini per l’accertamento dell’imposta (ordinariamente, entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione). L‘art. 5 del decreto,  intervenendo sia sull’art. 2 sia sull’art. 8 del DPR. n. 322/1998, estende il termine entro cui il contribuente può presentare la dichiarazione in proprio favore, equiparandola, sotto tale profilo, alla dichiarazione integrativa in favore del fisco, ovvero entro i termini stabiliti dall’articolo 43 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600 (art. 2, comma 8 del DPR. n. 322/1998. Analogamente, lo stesso art. 5 interviene anche sull’art. 8, D.P.R. n. 322/1998, che disciplina la dichiarazione IVA. In particolare, vengono aggiunti i commi 6-bis e 6-ter, prevedendo norme corrispondenti a quella ora citate, relative alla dichiarazione dei redditi. I nuovi commi 8-ter dell’art. 2 e 6-ter dell’art. 8 prevedono, come oggi, che l’eventuale credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalla dichiarazione integrativa a favore può essere utilizzato in compensazione ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs. n. 241/1997.

La norma, tuttavia, considerato che la dichiarazione integrativa a favore potrà essere presentata anche dopo la dichiarazione relativa all’anno successivo, stabilisce che il credito eventualmente risultante dalla dichiarazione integrativa può essere utilizzato in compensazione anche “per eseguire il versamento di debiti maturati a partire dal periodo d’imposta successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione integrativa”.

In tal caso, nella dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui è presentata la dichiarazione integrativa è indicato il credito derivante dal minor debito o dal maggiore credito risultante dalla dichiarazione integrativa nonché l’ammontare eventualmente già utilizzato in compensazione.