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Pubblicato il 10/04/2015 · Categoria Circolari e News · Autore Studio Seminara

In data 31 marzo 2015, l’ABI e le Associazioni di rappresentanza delle imprese hanno firmato l’Accordo per il credito 2015. Le imprese beneficiarie sono le Pmi italiane “in bonis” che al momento di presentazione della domanda non hanno posizioni debitorie classificate dalla banca come “sofferenze”, “inadempienze probabili” o esposizioni scadute e/o sconfinanti da oltre 90 giorni.

Il nuovo accordo, con scadenza 31 dicembre 2017, si intende automaticamente rinnovato per gli Istituti di Credito che vi hanno aderito nel 2013 e prevede tre diverse iniziative:

  • Imprese in Ripresa, in tema di sospensione e allungamento dei finanziamenti;
  • Imprese in Sviluppo, per il finanziamento di nuovi progetti di investimento;
  • Imprese e PA,  per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle imprese nei confronti della Pubblica Amministrazione.
Accordo “Imprese in Ripresa”

Tutte le Pmi “in bonis” hanno la possibilità di effettuare operazioni di:

  • sospensione per 12 mesi del pagamento della quota capitale delle rate dei mutui, anche se agevolati o perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie;
  • sospensione per 12 mesi ovvero per 6 mesi del pagamento della quota capitale implicita nei canoni di operazioni di leasing immobiliare o mobiliare.

 Le rate devono essere in scadenza o già scadute da non più di 90 giorni alla data di presentazione della domanda. Inoltre, è prevista la traslazione del piano di ammortamento per un periodo analogo e gli interessi sul capitale sospeso sono corrisposti alle scadenze originarie.

  • allungamento della durata dei mutui in essere per un periodo massimo del 100% della durata residua del piano di ammortamento e comunque non oltre 3 anni per i mutui chirografari e 4 anni per quelli ipotecari. Tali operazioni saranno realizzate allo stesso tasso d’interesse previsto dal contratto originario qualora l’impresa richiedente, entro 12 mesi dall’ottenimento dell’allungamento richiesto, avvii processi di rafforzamento patrimoniale o di aggregazione volti al miglioramento del profilo economico e/o patrimoniale;
  • allungamento a 270 giorni delle scadenze delle anticipazioni bancarie su crediti per i quali si siano registrati insoluti di pagamento;
  • allungamento fino a 120 giorni delle scadenze del credito agrario di conduzione (ex art. 43 del TUB).

Sono ammissibili alla richiesta di sospensione o di allungamento del pagamento, le rate dei mutui e dei leasing che risultino in essere alla data della firma del presente accordo e in relazioni alle quali non sia stata richiesta la sospensione o l’allungamento nell’arco dei 24 mesi precedenti.

Accordo “Imprese in Sviluppo”

L’ABI si impegna a promuovere la costituzione da parte delle banche aderenti di uno specifico Plafond per il finanziamento dei progetti di investimento ed il rafforzamento della struttura patrimoniale delle imprese. Tale Plafond, con un obiettivo di dotazione pari a 10 miliardi di euro, potrà essere utilizzato mediante diverse forme tecniche di finanziamento, compresa quella del leasing, praticando alle imprese condizioni di accesso al credito vantaggiose.

Possono essere oggetto di finanziamento tutti gli investimenti, anche avviati nei 6 mesi precedenti alla data di presentazione della domanda, in beni strumentali materiali e immateriali, diversi da quelli alla cui produzione o scambio è diretta l’attività d’impresa. Il plafond potrà essere utilizzato anche per finanziare l’incremento del capitale circolante necessario a rendere operativi gli investimenti e a far fronte a nuovi ordinativi.

Il tasso d’interesse applicabile ai finanziamenti sarà determinato sulla base:

  • del costo della provvista  per la banca;
  • della qualità dell’impresa e del progetto d’investimento.

 

Accordo “Imprese e PA”

L’ABI si impegna a costituire uno specifico Plafond, con un obiettivo di dotazione pari a 10 miliardi di euro, per lo smobilizzo dei crediti vantati dalle Pmi nei confronti della PA.

Il plafond potrà essere utilizzato mediante una delle seguenti modalità:

  • sconto pro soluto, anche con garanzia dello Stato concessa ai sensi dell’art. 37 del D.L. 66/2014;
  • anticipazione del credito, con cessione dello stesso anche nella forma dello sconto pro solvendo;
  • anticipazione del credito, senza cessione dello stesso.

I crediti che possono essere oggetto di smobilizzo devono essere “certificati” come certi, liquidi ed esigibili, ai sensi dell’art. 9 comma 3-bis del D.L. 185/2008.