falso in bilancio
Pubblicato il 16/06/2015 · Categoria Circolari e News · Autore Studio Seminara

Dal 14 Giugno 2015 è entrata in vigore la Legge n° 69/2015 che disciplina il reato di false comunicazioni sociali, sostituendo gli artt. 2621 e 2622 del Codice Civile con i nuovi artt. 2621-bis e 2621-ter.

La nuova norma prevedere una netta distinzione tra le società quotate e quelle non quotate, prevedendo solo per le seconde la possibilità di applicare ipotesi attenuate per fatti di lieve entità e cause di non punibilità per particolare tenuità.

In entrambi i contesti societari le fattispecie sono sanzionate come delitti, prevedendo la reclusione da 1 a 5 anni nelle società non quotate, salva la sussistenza di ipotesi attenuate e della causa di non punibilità per particolare tenuità, e da 3 a 8 anni nelle quotate o ad esse equiparate.

Nell’ambito delle società non quotate, la condotta contemplata dalla nuova fattispecie dev’essere concretamente idonea ad indurre altri in errore e deve consiste nell’esporre consapevolmente fatti materiali rilevanti non rispondenti al vero oppure nell’omettere fatti materiali rilevanti relativi alla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società, che devono essere obbligatoriamente comunicati.

Con l’introduzione della Legge 69/2015 permane il fine di conseguire per sé o per gli altri un ingiusto profitto ed è introdotto il riferimento alla consapevolezza delle falsità esposte o delle omissioni.

Nella nuova disciplina, infine, è omessa la precisazione che la condotta debba esplicarsi su bilanci o altre comunicazioni sociali, facendo quindi dedurre che qualsiasi documento relativo alla società potrebbe presentare rilevanza penale.