fallimento
Pubblicato il 05/11/2017 · Categoria News · Autore Studio Seminara

In data 11 ottobre 2017 il Senato ha approvato il disegno di legge n. 2681 recante “Delega al Governo per la riforma delle discipline della crisi di impresa e dell’insolvenza”, inerente alla riforma della disciplina del fallimento, già in precedenza sottoposto al voto positivo dalla Camera dei deputati, che cambia il vecchio impianto della normativa risalente al 1942.

Il Disegno di legge delega il Governo, entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge, ad adottare uno o più decreti legislativi volti a riformare:

  • le procedure concorsuali (R.D. n. 267 del 1942, c.d. Legge fallimentare), al fine di conseguire una riduzione dei costi e della durata delle procedure concorsuali, anche responsabilizzando gli organi di gestione;
  • la disciplina della composizione delle crisi da sovraindebitamento (legge n. 3 del 2012);
  • il sistema dei privilegi e delle garanzie.

Principi generali indicati dalla legge delega

- Viene prevista l’introduzione dell’espressione “liquidazione giudiziale” al posto della parola “fallimento”. 

- L’accertamento dello stato di crisi o di insolvenza del debitore dovrà sottostare alle regole predisposte da un modello processuale unico e celere che è applicabile indifferentemente a tutte le categorie di debitori.

- Le notifiche nei confronti di questi ultimi avverranno via Pec. Ci sarà quindi un taglio dei costi e della durata delle procedure concorsuali.

- Maggiori poteri e più specializzazione dei giudici concorsuali e del curatore che accederà più facilmente alle banche dati della Pa. Egli potrà promuovere la fase di riparto dell’attivo tra i creditori e le varie azioni giudiziali di responsabilità spettanti ai soci o ai creditori sociali.

- Gli organi procedenti saranno responsabili per il mancato rispetto dell’obbligo di collaborazione e reciproca informazione.

- Viene introdotta una procedura di allerta per anticipare la crisi e risolvere in maniera rapida e appropriata l’insolvenza con trattative tra il debitore e i creditori. La procedura è affidata ad un organismo di 3 esperti costituito presso ogni Camera di Commercio al quale potrà accedere ogni imprenditore, artigiano o professionista, e che dovrà arrivare ad una soluzione della crisi attivando delle trattative tra debitore e creditore per arrivare ad un accordo entro 6 mesi. Il debitore sia esso persona fisica o giuridica ma non società quotata o grandi impresa, se attiva tempestivamente l’allerta godrà di misure premiali. Sono previsti incentivi alla ristrutturazione del debito, viene meno il limite del 60% dei crediti per l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti.

- Riduzione di costi e durata delle procedure concorsuali.

Crisi e insolvenza dei gruppi di imprese

Una disciplina ad hoc dovrà riguardare i gruppi di imprese, la cui definizione sarà modellata sulla nozione civilistica di direzione e coordinamento: è introdotta una presunzione semplice di assoggettamento a direzione e coordinamento in presenza di un rapporto di controllo ai sensi dell’art. 2359 c.c.

Sono inoltre stabiliti specifici criteri e principi direttivi per la gestione unitaria del concordato preventivo di gruppo e per la gestione unitaria della liquidazione giudiziale di gruppo.

Procedura del concordato preventivo

Per quanto riguarda il Concordato preventivo la riforma in particolare mira a ridefinire le modalità di accertamento dei dati aziendali riportati nel piano e della sua fattibilità. Ulteriori novità riguardano l’introduzione di una dettagliata regolamentazione della fase di esecuzione del piano; i presupposti per estendere il beneficio dell’esdebitazione ai soci illimitatamente responsabili.