Tax
Pubblicato il 08/01/2015 · Categoria Circolari · Autore giuseppe seminara

La Legge di Stabilità 2015 ha inserito una pesante novità per tutti gli operatori con la PA.

Dal 01 gennaio 2015, la Pubblica Amministrazione non pagherà al fornitore l’IVA addebitata in fattura, ma la verserà direttamente all’Erario. In pratica tutta l’IVA sulle fatture alla PA sarà considerata come un versamento già effettuato, aumentando di conseguenza il credito IVA pe le imprese nelle relative liquidazioni periodiche.

Questo sistema prende il nome di “Split Payment” ed è stato previsto dall’art. 1, comma 628 della Legge di Stabilità 2015, che ha introdotto, per le operazioni con Iva esigibile dal 1° gennaio 2015, il nuovo art. 17-ter del DPR n. 633/1972.

In pratica, dal 01 gennaio 2015:

  • le modalità di fatturazione nei confronti di tali enti pubblici, anche dal 1° gennaio 2015, non cambieranno: in fattura saranno indicate sia la base imponibile che l’Iva;
  • al cedente/prestatore dei beni/servizi verrà corrisposto da parte di tali enti pubblici l’importo del corrispettivo indicato in fattura al netto dell’Iva (quindi, solo l’imponibile), invece, l’Iva  sarà corrisposto all’erario direttamente dalla Pubblica Amministrazione;
  • a favore dei fornitori interessati dalla disposizione in esame vi è la possibilità di richiedere il rimborso del credito Iva (all’atto della presentazione della dichiarazione ovvero trimestralmente) per effetto delle modifiche apportate all’art. 30, comma 2, lett. a) (il quale è stato opportunamente integrato sempre da parte della Legge di Stabilità 2015 con il riferimento alle operazioni di cui al nuovo art. 17-ter);
  • per gli enti pubblici cessionari o committenti che omettono o ritardano il versamento dell’Iva, è prevista l’applicabilità delle sanzioni di cui all’art. 13, D.Lgs, n. 471/1997 e la riscossione delle somme dovute mediante l’atto di recupero di cui all’art. 1, comma 421, L. n. 311/2004.

Lo split payment non trova applicazione:

  • con riferimento ai compensi per prestazioni di servizi assoggettati a ritenute alla fonte a titolo d’imposta sul reddito (tipicamente le prestazioni rese dai professionisti);
  • qualora un’operazione sia già sottoposta al reverse charge.

Questa norma porterà non pochi problemi di liquidità alle imprese che operano principalmente con la PA, che si troveranno a dover periodicamente richiedere a rimborso i crediti IVA maturati.