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Pubblicato il 29/04/2013 · Categoria Circolari · Autore giuseppe seminara

In vista della presentazione del modello Unico 2013 (Redditi 2012), si presenta un riepilogo dei casi in cui i familiari sono considerati fiscalmente a carico, invitando tutti i clienti a comunicare eventuali variazioni intervenute nell’esercizio 2012.

Possono essere considerati a carico i membri della propria famiglia che, nel 2012, non hanno posseduto un reddito complessivo superiore ad €2.840,51, al lordo degli oneri deducibili.

Il contribuente deve tener conto che, il reddito fondiario assoggettato alla cedolare secca, deve essere aggiunto al reddito complessivo del locatore per determinare la condizione di familiare fiscalmente a carico.

Novità: dal periodo d’imposta 2012, non sono più soggetti ad IRPEF (e quindi non partecipano alla formazione del reddito complessivo) i redditi relativi agli immobili, qualora questi risultino non locati. Se l’immobile, invece, è oggetto di locazione, sarà soggetto sia ad IMU che IRPEF.

CONSEGUENTEMENTE, SI POTRANNO VERIFICARE CASI IN CUI, A PARITÀ DI CONDIZIONI, UN SOGGETTO CHE FINO AL 2011 ERA CONSIDERATO NON A CARICO, NEL 2012 RISULTERÀ A CARICO.

Il coniuge non legalmente ed effettivamente separato e i figli (compresi i figli naturali riconosciuti, adottivi, affidati o affiliati) possono essere a carico, anche se non conviventi.

Gli altri familiari (coniuge separato, genitori, discendenti dei figli, generi e nuore, suoceri, fratelli e sorelle, nonni e nonne) per essere considerati a carico devono convivere con il contribuente (o ricevere assegni alimentari non risultanti da provvedimenti dell’autorità giudiziaria).

La percentuale di detrazione per i figli è, solitamente, del 50% per ciascun genitore. È ammessa l’attribuzione del 100% al genitore con reddito superiore. L’eventuale attribuzione della detrazione al solo genitore con reddito più elevato deve riguardare necessariamente tutti i figli dei medesimi genitori (Circolare 13 maggio 2011, n. 20/E).

COPPIE SEPARATE:

Nel caso di affidamento la detrazione spetta, in mancanza di accordo, al genitore affidatario. Nel caso di affidamento congiunto o condiviso la detrazione è ripartita, in mancanza di accordo, nella misura del 50% tra i genitori.

Se il genitore affidatario, o in caso di affidamento congiunto uno dei genitori affidatari, non può usufruire in tutto o in parte della detrazione per limiti di reddito, la detrazione è assegnata per intero al secondo genitore.

Il figlio, una volta raggiunta la maggiore età, non può più essere considerato come soggetto affidato all’uno o all’altro genitore. Pertanto, da quel momento, la detrazione spetta al 50% ad entrambi i coniugi anche se precedentemente il figlio era stato affidato in via esclusiva ad uno solo dei genitori, salvo diverso accordo fra le parti (Circolare 1° giugno 2012, n. 19).